Siamo stati all'arena del mare a vedere i Jethro Tull di Ian Anderson, e abbiamo scoperto che il suo flauto è davvero magico.
Non si spiega altrimenti come possa un over settanta comportarsi come fosse un ventenne sul palco.
Ian, con la sua band, sul palco suona flauto, armonica, chitarra e ovviamente canta e lo fa ancora in modo egregio nonostante gli anni avanzino, non si fa mancare la sua tipica mossa di suonare su una gamba sola.
I Tull svolgono tutto il loro Best of in 2 ore e mezza, con pausa di una ventina di minuti in mezzo.
Si vedono le migliorie di canzoni che hanno scritto la storia, modernizzate grazie all'uso di una splendida chitarra elettrica che su Aqualung, il pezzo forse più iconico dei Tull, si esibisce in una assolo degno dei migliori al mondo.
Forse anche per questo Aqualung è la canzone che ci ha lasciato più a bocca aperta, sembrando fresca e hard rock come a non dimostrare la sua anzianità.
Gli altri brani sono stati in egual modo bellissimi, dall'inizio con Beggars Farm, alla tirata My God, passando A Passion Play e Heavy Horses.
Con Locomotive Breath la compagine di Ian si congeda al pubblico in modo straordinario, come da suo uso e costume nella maniera più semplice, un inchino e via verso un altra data del loro tour lasciando il segno su Genova e i suoi fans.


