Album: Leviathan (2004) Genere:Sludge Metal
Artista: Mastodon
Troy Sanders: voce e basso
Brent Hinds: voce e chitarra
Bill Kelliher: chitarra
Brann Dailor: batteria
I Mastodon sono oggi tra le band più importanti della scena heavy metal mondiale grazie ad una serie di album che hanno marchiato a fuoco il genere. Sono stati tra i pionieri del cosiddetto “sludge metal” (corrente che fonde la pesantezza del doom con la velocità dell’hardcore e i suoni sporchi dello stoner), per poi gradualmente evolversi verso il progressive.
Nel 2004, dopo essersi fatti notare col primo album “Remission” che ottiene ottime valutazioni dalla critica, arriva l’album che fa capire di che pasta sono fatti veramente i quattro di Atlanta.
Si tratta di “Leviathan”, concept album dedicato a Moby Dick di Melville:il tema portante è la collera furibonda del capitano Ahab e la sua folle caccia all’odiata Balena Bianca.
Questo tumulto di sentimenti viene riprodotto alla perfezione dai ritmi frenetici e dai riff di chitarra monolitici ed allo stesso tempo taglienti disseminati lungo la tracklist (ascoltare l’iniziale “Blood & Thunder” o il finale di “Seabeast” per credere). Alle vocals si alternano il growl cavernoso, ma comprensibile, di Sanders eil cantato nasale di Hinds creando un contrasto che conferisce varietà all’ascolto. Si segnala inoltre lo special guest Scott Kelly dei Neurosische canta in “Acqua Dementia”.
I brani sono generalmente di durata contenuta ad eccezione di “HeartsAlive”, suite di 14 minuti posta sul finale dell’album, che inizia con uno scuro arpeggio per poi deflagrare in un’esplosione di riff e cambi di tempo: arpeggio dopo arpeggio, riff dopo riff fino all’assolo finale il brano è il culmine della lotta tra il Capitano e la Balena e ci trascina nel profondo degli abissi, mostrando il lato più prog dei Mastodon.
Da segnalare la grande tecnica di tutti e quattro musicisti nel suonare parti tanto veloci e complesse, con una menzione speciale per un Brann Dailor mostruoso alla batteria.
“Leviathan” è un album complesso che riesce però a prendere l’ascoltatore anche in modo viscerale. Rappresenta la perfetta fusione tra la furia sludge e il lato più pensante dei Mastodon, probabilmente il loro miglior lavoro insieme al successivo “Blood Mountain”.
In poche parole un capolavoro del genere, assolutamente da non perdere.

