Disfunzioni Musicali : Nemo Propheta (in patria)

La storia della musica italiana è costellata da molti grandi artisti che pubblico e  critica, hanno snobbato, criticato o semplicemente non capito. È sorprendente come, spesso, anche nomi  che oggi hanno un indiscusso valore artistico abbiano dovuto attendere molti anni dopo il loro esordio per ottenere il riconoscimento che meritano. Ci sono numerosi esempi di artisti che hanno faticato ad emergere nel panorama musicale italiano, che poi sono stati rivalutati solo dopo anni, quando ormai avevano raggiunto una certa maturità artistica.


Il primo da citare  è sicuramente Franco Battiato, un artista che ha spaziato dal rock progressivo alla musica elettronica e al pop sperimentale. Battiato ha fatto la sua comparsa sulla scena musicale italiana negli anni '70 con album come "Fetus" e "Pollution", che hanno sfidato i confini della musica tradizionale italiana. 
Il suo lavoro è stato spesso ignorato dalla critica, che ha faticato a categorizzarlo e capirlo.

Enzo Jannacci, cantautore e attore milanese, merita di essere menzionato tra i musicisti italiani più sminuiti. Jannacci ha creato un'ampia gamma di brani che hanno spaziato dal jazz al rock alla canzone d'autore, utilizzando il dialetto milanese come linguaggio musicale. Nonostante la sua popolarità, il suo lavoro è stato spesso visto come "divertente" e "leggero", ridimensionando la sua capacità di creare canzoni che affrontano temi sociali e politici.

Impossibile non ricordare Rino Gaetano,  uno dei cantautori più sottovalutati di sempre. Rino è stato in grado di scrivere canzoni che parlavano delle difficoltà della vita quotidiana dei cittadini comuni. Canzoni come "Mio fratello è figlio unico" e "Gianna" sono diventate vere e proprie icone della musica italiana, ma solo dopo la morte prematura dell'artista nel 1981. Gaetano fu spesso criticato per il suo stile di scrittura diretto e per il suo atteggiamento ribelle, ma oggi è riconosciuto come uno dei cantautori più importanti della sua epoca.



Anche Claudio Rocchi ha avuto il giusto apprezzamento solo dopo la sua morte. Rocchi, considerato un pioniere del rock progressivo italiano, ha influenzato molti artisti italiani e stranieri, ma ha ottenuto solo un modesto successo commerciale durante la sua carriera. Dopo la sua morte nel 2013, la sua musica è stata rivalutata come avanguardista e innovativa, e ha guadagnato un seguito di appassionati che lo considerano un vero e proprio cult.

Infine, non possiamo dimenticare il grande Ivan Graziani, chitarrista e cantautore che ha esordito negli anni '70. Graziani grazie al suo stile unico, che combinava elementi rock, folk e della canzone d'autore, è stato un musicista completo ed originale. Nonostante il suo successo commerciale, Graziani non ha mai ottenuto il riconoscimento che avrebbe meritato come innovatore della musica italiana.


La domanda dovrebbe sorgere spontanea, perché questi, artisti (e molti altri non citati) pur avendo dimostrato, nel tempo, di avere un valore aggiunto indiscusso non sono stati fin da subito acclamati? La spiegazione che posso darmi è che in Italia o ci si conforma alle metriche dettate dal mercato discografico o si deve pazientare, continuando a rimanere “fedeli alla propria linea” nella speranza che  tempo ed una maggiore consapevolezza in termini di gusto e critica musicale,  possa riconoscere valore a quanto fatto. La questione del riconoscimento dei talenti musicali in Italia è complessa e multifattoriale. Ci sono diversi fattori, infatti, che possono contribuire a questa situazione. 

In primo luogo, in Italia, c'è una forte tradizione musicale, che può portare ad una certa chiusura mentale rispetto alle nuove proposte. In altre parole, c'è la tendenza a rimanere legati ai canoni e ai generi consolidati, piuttosto che a cercare nuove forme di espressione.

In secondo luogo, ci sono problemi legati alla promozione e alla diffusione della musica. In Italia, esiste un sistema di radio e televisione molto centralizzato, che tende a privilegiare le grandi case discografiche e i cantanti più famosi, a scapito di artisti emergenti e di nicchia.

Inoltre, il sistema dei talent show televisivi, che negli ultimi anni ha avuto un grande successo in Italia, ha spesso favorito la formazione di artisti basati più sull'immagine che sulla qualità musicale, a discapito di chi ha una formazione musicale più solida e raffinata.

Infine, in Italia mancano anche spazi e strutture dedicate alla formazione e alla promozione dei nuovi artisti esempio le scuole di musica, gli spazi per concerti e le etichette indipendenti.

Tuttavia, nonostante questi ostacoli, ci sono ancora molti talenti musicali in Italia che riescono a emergere e a farsi apprezzare grazie alla loro creatività e alla loro passione per la musica e qui di seguito  ne cito alcuni esempi:

Lorenzo Senni: musicista e produttore originario di Bologna, noto per la sua musica sperimentale e innovativa che mescola elementi di musica elettronica e dance con sonorità più astratte e ipnotiche. Senni è stato anche uno dei primi artisti italiani ad essere stato notato a livello internazionale, grazie alle sue produzioni pubblicate sulla celebre etichetta musicale britannica Warp Records.



Caterina Barbieri: compositrice e musicista originaria di Bologna dallo stile minimalista, che si basa sull'uso di sintetizzatori modulari e altre tecnologie analogiche. Barbieri è stata notata a livello internazionale grazie al suo album "Patterns of Consciousness" (2017), pubblicato sull'etichetta milanese Important Records.



Giuseppe Ielasi:  la sua musica  si basa sull'uso di strumenti acustici e di field recording. Ielasi ha pubblicato diverse produzioni su etichette internazionali, tra cui il celebre album "Aix" (2013), pubblicato sull'etichetta britannica Shelter Press.


Claudio Rocchetti: musicista e compositore noise originario di Latina, utilizza principalente campionatori e altri strumenti elettronici. Rocchetti ha collaborato con molti artisti italiani e internazionali, e ha pubblicato diverse produzioni su etichette indipendenti e di nicchia.

Alessandro Cortini: musicista e compositore originario di Bologna. Cortini ha collaborato con molti artisti internazionali, tra cui Nine Inch Nails, e ha pubblicato diverse produzioni su etichette di nicchia come Important Records e Hospital Productions.



In Zaire: band di Torino  la cui musica si basa sull'uso di strumenti africani come il kora e il ngoni, combinati con elementi di post-rock e di musica elettronica. In Zaire ha pubblicato diverse produzioni su etichette indipendenti come Boring Machines e Sound of Cobra.


Calibro 35: band di Milano celebre per uso di strumenti vintage come i sintetizzatori e le chitarre elettriche, combinati con elementi di funk, jazz e psichedelia. I Calibro 35 hanno pubblicato diversi album di successo, e hanno collaborato con molti artisti italiani e internazionali.



Questi sono solo alcuni esempi di artisti italiani che hanno creato innovazione all’interno del panorama musicale, ma ce ne sono molti altri che meritano di essere ascoltati e apprezzati per la loro creatività e il loro coraggio. Nessuno è profeta in patria, come la storia di grandi musicisti ha dimostrato e continua a dimostrare vedendo molti dei “nuovi nomi” collaborare principalmente con l’estero ma sono possibilista e aspetto di capire se il tempo ed una maggiore attenzione da parte di pubblico e critica darà loro, ed a molti altri non menzionati,  il riconoscimento che meritano.