Partiamo dalla fondazione della band dove, quando e perché ?!
Emilio: correva l’anno 2013, ero appena diventato papà quand’ecco che, galeotto fu il saggio di Natale di Musicart (la scuola di Rapallo in cui insegnamo tutti e tre) ci trovammo io e il Belzer a riempire un buco di scaletta facendo alcuni pezzi dei Beatles riarrangiati un po’ alla maniera jazz…li il Pesenti prese la palla al balzo per unirsi e da cosa nasce cosa…
Il vostro progetto è quello di rendere omaggio a The Beatles e ai Rolling Stones, due mondi che si uniscono e che non sono così opposti come li si vuole ritrarre, potreste dirci di più e da dove è nata l'idea?
Giulio: lo scopo di questo spettacolo è proprio quello di sottolineare i punti di contatto e le differenze nelle produzioni delle due Band. A un livello più superficiale, diciamo pure di immagine, i due progetti sembrano quasi l'uno l'opposto dell'altro; se queste distanze si rispecchiano in parte anche a livello musicale, in realtà i loro repertori mostrano alcuni tratti comuni che, in certe fasi delle rispettive carriere (il periodo psichedelico, il revival Blues) arrivano praticamente a combaciare stilisticamente. Un altro aspetto che teniamo a sottolineare riguarda la loro presunta rivalità, che in realtà è stata molto gonfiata dalla stampa: alcuni componenti dei due gruppi erano in ottimi rapporti di amicizia in certi periodi (basti pensare a Lennon che partecipò al Rock and roll circus degli Stones). Forse il segnale più clamoroso da ricordare, in questo senso, è il fatto che che uno dei primi successi degli Stones che arrivò ai piani alti delle classifiche era un brano firmato Lennon / McCartney (I wanna be your man).
Parlateci delle vostre origini come musicisti.
Emilio: la mia formazione nasce da autodidatta all’età di 17 anni per suonare i brani dei Black Sabbath e dei Deep Purple. In età giovanile comincio a suonare in qualche band hard rock di Genova per poi approdare negli Splindeparì, band nella quale ho trovato la quadra per fare il musicista. Poi lo studio serio con anni di blues e Jazz con il maestro Luciano Zadro che mi ha dato una eccellente formazione per diventare un insegnante.
Peso: La caratteristica principale dei Beatzone è che tutti e tre veniamo da esperienze e attitudini musicali diverse tra di loro, e forse questo ha anche favorito il percorso degli arrangiamenti in un progetto apparentemente semplice, dove ognuno di noi si è approcciato liberamente con la propria esperienza. Io vengo dall'heavy metal;negli anni ottanta ho fondato i Necrodeath www.necrodeath.net e a tutt'oggi abbiamo inciso 13 album e suonato in tutta Europa. Nel trascorrere degli anni ho iniziato a lavorare come insegnante di batteria e grazie a questa professione ho avuto la fortuna di incontrare Emilio e Giulio presso la sede della Musicart e far nascere cosi il trio Beatzone! Dal punto di vista didattico ultimamente ho realizzato un percorso di laboratorio percussioni per i bambini che mi sta dando molte soddisfazioni per cui con il passare degli degli anni, anche se le mie origini come musicista sono decisamente Metal, ho saputo aprire gli orizzonti verso altre sonorita' sia per la gestione didattica sia per il versante artistico, rimanendo pero' sempre in ambito rock, infatti con Emilio condivido pure il progetto Julia and the Roofers,mentro con Giulio suono nel trio strumentale di Pier Gonella, e infine ho un quartetto acustico di rivistazioni rock chiamato Hardlife.
Giulio: Io ho iniziato a studiare pianoforte verso la fine dell'adolescenza perché ero innamorato dei Queen. Dopodiché ho iniziato a suonare in alcune cover band imparando da autodidatta la chitarra e il basso. Usare questi strumenti mi ha fornito sempre più spunti musicali che piano piano si sono trasformati nelle prime composizioni originali. Questo ha fatto nascere in me l'esigenza di perfezionarmi come cantante e intraprendere lo studio dello strumento vocale, iniziando un percorso che, con il tempo e con l'aiuto di musicisti che mi hanno dato fiducia come Gianni Martini, è approdato alla professione di insegnante di canto moderno e di altri strumenti. Nel frattempo le mie composizioni hanno trovato libero sfogo nel progetto chiamato Belzer, di cui a breve uscirà il nuovo album.
Qual'è la vostra opinione sul rock n roll? Pensate che sia ancora vivo?
Giulio: Credo che il rock sia un fenomeno viscerale, un'attitudine esistenziale e una spinta vitale che esisteva ben prima della nascita del genere musicale: come suggerisce il film Amadeus, si potrebbe dire che Mozart stesso fosse una Rockstar. Credo quindi che il rock continuerà a vivere, magari assumendo forme differenti da quella che attuale perché se, come insegna Lennon, il messaggio del rock è "essere qui adesso", allora chiunque vivrà il presente con intensità e piena libertà espressiva sarà rock.
Il nostro blog cerca di fare del rock and roll la musica più ascoltata dai giovani, hai un'opinione o un consiglio?
Emilio: date un po’ di droga gratis (scherzo!)
Giulio: somministrare grandi quantità di rock fin dalla più tenera età: io sono cresciuto con mio fratello maggiore che metteva tutto il giorno i 45 giri nel mangiadischi e ho assorbito tutta la musica che lui metteva. Il rock, come tutta la musica, è un fatto culturale e come tale va coltivato e curato.
Qual'è stato il miglior vostro concerto?
Emilio: ogni nostro concerto è il migliore ;) scherzi a parte, ricordo alla fine del 2014 una serata a Bonassola che ci ha tenuto l’adrenalina alta per giorni! La gente ha cominciato a ballare fin da Something, il più lento dei lenti! Bellissimo anche il ricordo dello “strawberry days” a Rimini nel 2017 e del concerto a castello D’Albertis con Emanuele Milletti ospite al sitar.
Quali sono i vostri artisti preferiti?
Emilio: da sempre Tony Iommi e Hendrix, poi lo studio del jazz mi ha portato ad amare alla follia Pat Metheny e John Coltrane (protagonista delle gag con Giulio durante i concerti). Tra i chitarristi moderni trovo che Herman Li e Tosin Abasi siano i due con il linguaggio più avanzato e all’avanguardia tecnica e stilistica.
Peso: I miei artisti preferiti sono dei punti di riferimento per quanto riguarda il mio strumento la batteria,per cui in primis il musicista che mi ha influenzato totalmente agli esordi e' Dave Lombardo degli Slayer e in seguito John Bonham dei Led Zeppelin ,praticamente due guru dello strumento che non finiro' mai di ringraziare per quanto hanno regalato alla musica e per quanto hanno fatto per mettere in risalto uno strumento cosi' importante come la batteria!
Giulio: io devo ringraziare artisti come i Queen (perché mi hanno spinto a fare musica), i Beatles (perché mi hanno insegnato a scrivere canzoni), i Cure (perché mi hanno insegnato come si arrangia un brano), i Radiohead (perché Thom Yorke mi ha fatto capire che avrei potuto cantare anch'io) e Lucio Dalla (perché mi ha insegnato l'importanza della parola nella musica).
Parlateci del vostro primo concerto.
Emilio: il primo concerto, che tenemmo a Recco ad aprile 2014, ricordo distintamente che non ricordavo la fine di “blackbird” e vedevo Giulio farmi cenni con la testa come per dire “beh, anche basta adesso”
In ultimo; se vi diciamo rock and roll rispondete?
Peso: Rock'n'roll per me e' attitudine e stile di vita e con questo non mi riferisco agli eccessi che purtoppo negli anni 70 hanno visto molte star lasciarci le penne,ma intendo che il rock n roll e tutto cio' che ne e' derivato musicalmente e' passione,gioia e adrenalina sana! Senza il rock'n roll non potrei immaginare la mia vita o meglio la immaginerei grigia e noiosa! l
Lunga vita al rock n roll!!!!!
